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Quando il capo preferisce una più disponibile (a letto)

 


frecciaDalle avversità può sbocciare un fiore

 

PER AMORE, DALLA SVIZZERA IN ITALIA

Nel 2001, dopo 20 anni in Svizzera, per seguire le "ragioni del cuore" mi ero ritrovata di nuovo in Italia, convinta di aver fatto la scelta giusta. Avevo abbandonato tutto: lavoro, amici e famiglia, convinta di aver trovato l'amore. Invece, dal 2001 al 2004 la mia vita si era fermata in uno stato di agonia, sofferenza e depressione. I colori non esistevano più.

All'ennesimo abbandono da parte di chi ritenevo la persona più importante della mia vita, decisi che da quel momento non volevo ne facesse più parte.

La mia autostima era a zero: non mi sentivo degna di vivere. Studiavo all'università, psicologia, per capire me e la persona che mi faceva del male.

 

RICOMINCIO DAI FIORI

Nel 2004 cominciai a lavorare presso un'agenzia di intermediazione floreale: volevo ricominciare a prendermi cura di me e a volermi bene, trasformando in forza tutta la rabbia  la delusione, e l'amarezza che avevo. Mi dedicavo completamente al lavoro, anche se quella non era la mia azienda: stavo in ufficio anche 10 ore al giorno, mi portavo il lavoro a casa, lavoravo nei festivi. Vita sociale, ovviamente, zero. Gestivo la parte estera con molta dedizione e attenzione: il mio ex datore di lavoro ero fiero di me, perché producevo molto, e i clienti erano soddisfatti.

Intanto, il pensiero del mio ex amore cominciava a svanire e iniziavo a rivedere il mondo a colori. I fiori sono poesia, bellissimi e colorati…

 

ARRIVA LEI, E TUTTO CAMBIA

A marzo 2005, cominciò a lavorare con noi una donna di dieci anni più grande di me, che guardava tutti dall'alto in basso, con sufficienza, e si credeva la donna più sexy del mondo.

Nel giro di poche settimane, la nuova collega cominciò a complicarmi la vita, inventandosi assurdità su di me, prendendosi meriti che non le appartenevano. Più svolgevo il mio lavoro nel migliore dei modi, dimostrando risultati, più andavo incontro a litigi con il datore di lavoro, che puntualmente difendeva sempre la nuova collega.

Con il tempo le cose peggioravano: andavo al lavoro con una tale ansia che mi impediva di lavorare serenamente e, quando la sera tornavo a casa, ricevevo dal mio capo messaggi quasi minatori sul cellulare. Mi minacciava affinché andassi via, usando parole volgari.

Non capivo più nulla e cominciai a stare male seriamente. Non riuscivo più a dormire, piangevo sempre (anche perché mi mancavano i miei, che erano in Svizzera), mi sentivo circondata da cattiveria che non meritavo.

Non me ne andavo, però, perché il mio lavoro lo svolgevo con passione e il mio datore di lavoro non avrebbe potuto licenziarmi senza una giusta causa.

 

LICENZIATA VIA E-MAIL

Un giorno, arrivata in ufficio, accesi il mio computer e c'era una e-mail, scritta dal mio capo in grassetto, a caratteri grandi, con infiniti punti esclamativi, che mi esortava ancora una volta ad andarmene via. Diceva che nessuno mi sopportava nell'intero dell'ufficio e che lui mi aveva suggerito di portare una torta per farmi benvolere, ma non avendo accettato non meritavo considerazione. C'era poi anche scritto che non avrebbe più voluto vedere la mia presenza.

Rimasi scioccata: mi sentivo davvero umiliata, ma non me ne andai. Lo aspettai.

Quando arrivò non riusciva neanche a guardarmi negli occhi. Appena entrati in ufficio, cominciò a sgridarmi e a dirmi che, secondo le altre, non svolgevo il lavoro correttamente e me ne dovevo andare. Intanto si faceva sentire dalla donna super sexy, che era nell'altra stanza.

Non me ne andai, accettando piuttosto di litigare ogni giorno.

 

L'ALTRA E' PIÚ BRAVA (A LETTO)

Non mi sapevo spiegare il motivo di tanto odio nei miei confronti e il cambiamento del mio datore di lavoro, che mi sembrava più vittima di me e non riusciva ad affrontarmi.

A dicembre, la scoperta. Per caso, sul cellulare aziendale, lessi un sms dal capo alla collega supersexy: "il nostro rapporto va oltre una semplice scopata, ma quando ci sono le altre non voglio baci, neanche quando sono arrabbiato''. Finalmente capivo, eccome!

Nei mesi successivi, cominciai a cambiare atteggiamento. Ora sapevo che razza di uomo senza valore fosse il mio ex datore di lavoro.

 

DENUNCIO PER MOBBING

Il primo agosto ricevetti la lettera di licenziamento "per gravi inadempienze".

Non mi persi d'animo. Avevo dato l'anima per quel lavoro, molte aziende estere collaboravano con noi, ricevevamo molti ordini... e questo si chiama inadempiere gravemente? O forse la mia inadempienza era stata il rifiutare di avere anche io una storia col datore di lavoro?

Dopo qualche settimana impugnai il licenziamento e lo denunciai per mobbing e vertenza fiscale.

 

NASCE PUNTO FLORA

Poi mi rimboccai le maniche e con tanta passione nel cuore detti vita a PuntoFlora, la mia azienda personale, che permette di inviare fiori in tutto il mondo semplicemente con qualche click via Internet. Dopo soltanto un anno, il sito era arrivato a un page rank pari a 4!

Puntoflora è la mia vita, mi ci dedico in tutto e per tutto, e sta crescendo anche grazie ai clienti che apprezzano il nostro servizio: regalare un fiore è come regalare un emozione.

L'11 settembre 2007 Puntoflora ha compiuto un anno: quel giorno ero emozionata proprio come una madre che vede crescere il proprio bimbo.
 

Lucia  Gaetani

www.puntoflora.com

 

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