MOBBING:

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Quando il capo preferisce una più disponibile (a letto)

 


frecciaLa fidanzata del capo è più brava di me

 

DA COMMESSA MODELLO...

Lavoro come commessa in un negozio da circa un anno e mezzo, dopo aver superato egregiamente lo step dei 3 colloqui previsti e poi il periodo di assunzione a tempo determinato. Scaduto il contratto, i miei titolari, felici ed entusiasti di me, mi hanno rinnovato il contratto, trasformandolo a tempo indeterminato. Il primo, bellissimo, anno lavorativo è stato sicuramente sudato e caratterizzato da mille sacrifici, che mi hanno costretto a trascurare molto spesso la famiglia, ma i risultati che sono riuscita a portare a casa mi hanno reso orgogliosa. Fino a che...

 

... A MINACCIA PER IL NEGOZIO

Un bel giorno, mi è stato comunicato che avrei avuto una nuova collega: la fidanzata di uno dei titolari. Mi ha preso il panico...
E non mi sbagliavo. Da quel giorno, la mia vita lavorativa è cambiata drasticamente: senza che me ne rendessi conto, sono passata da commessa modello all'essere considerata una minaccia per il negozio.
Ovviamente, la mia nuova collega appena arrivata si sentiva in dovere, in qualità di fidanzata del titolare, di poter comandare su tutte e gestire a suo piacimento il punto vendita, scavalcandomi completamente, anzi facendo addirittura in modo che i miei stessi titolari iniziassero a ricredersi su di me. E cosi è accaduto.

 

MOBBING. MA NON MI ARRENDO!

Mi ritrovo comunque a lavorare duramente e in maniera impeccabile come sempre, ma senza essere retribuita, se non con mesi di ritardo e dopo innumerevoli solleciti, subendo ogni giorno telefonate da parte dei titolari o addirittura convocazioni nel loro ufficio dopo il mio turno di lavoro, durante le quali vengo accusata di fatti che io stessa non saprei nemmeno riportare, perchè mai accaduti o dove io davvero non sono coinvolta. E quando rispondo che cercherò in giro la verità, stranamente vogliono che io taccia.
Ieri, all'ennesima telefonata durante il mio turno di lavoro, nella quale mi accusavano nuovamente di non so cosa e mi chiamvano pazza, mi sono sentita tanto male da recarmi al Pronto Soccorso in un forte stato di agitazione, presa dall'esasperazione e dallo sfinimento più totale.
Mobbing a tutti gli effetti! Ma io mi conosco, sono forte e lo sono più di loro, ho deciso di non arrendermi...

Angela

 


frecciaIl triangolo no, se a farne le spese sono i colleghi

 

LUI, LEI, L'ALTRA. E I COLLEGHI?

Sono una ragazza normalissima, impiegata da cinque anni in un'azienda.
I primi tre anni sono stati fantastici. Avevo un bellissimo rapporto con i tre titolari: padre, figlia e soprattutto il marito di quest'ultima, con cui collaboravo di più.

Nei due anni successivi sono state assunte diverse ragazze, ma tutte - tranne una - sono state licenziate. E io da due anni subisco mobbing [...]. Prima solo dal marito, poi anche dalla moglie quando, stanca delle angherie di lui, le ho parlato a tu per tu chiarendo la situazione.

Sono anche stata testimone di atteggiamenti intimi tra il marito della titolare e una mia collega dall'aspetto fintamente ingenuo (di pomeriggio resto sola con loro). Sicuri che nessuno avrebbe fatto commenti, i due si sono fatti notare in comportamenti poco professionali anche da altri colleghi. Nessuno di noi ha avuto il coraggio di denunciare la situazione, perché il titolare, per non essere scoperto dai suoi familiari, ci ha minacciati tutti.

 

UN INVITO A... STARMENE A CASA

Ora subisco i loro maltrattamenti, anche verbali (mi definiscono "pazza" e "alcolizzata"), che mi causano continuo stress e ansia. Sono stata un mese a casa con la sindrome di Ménière. Al rientro i titolari mi hanno accolto con finta cortesia, forse perché avevano rinvenuto nei miei cassetti incartamenti che parlavano di mobbing, che poi non ho più trovato.
Dopo l'ennesima discussione di un'ora, mi hanno suggerito di restare a casa se non riesco a star bene in ufficio. Ho un carattere forte e sopporto, ma non nascondo la mia preoccupazione per la gravidanza che sto portando avanti. Ho raccolto varie prove e vorrei che tutti i miei colleghi avessero il coraggio di parlare per mettere fine a questi comportamenti poco umani. Io vorrei tanto denunciarli, anche da sola, ma non vorrei perdere i diritti relativi alla gravidanza. 

Tania

 

frecciaPatrizia risponde

Cara Tania, capisco quanto tu stia soffrendo in questo momento e mi dispiace moltissimo perché dovresti essere ora molto serena per vivere al meglio la tua gravidanza. Ti rassicuro subito comunque che, qualunque cosa accada, non perderai i diritti che hai come lavoratrice in gravidanza e potrai sempre farli valere.
Il primo consiglio che mi sento di darti è di cercare di non vivere - se puoi - in modo così forte, emotivamente, la situazione lavorativa che hai in questo momento per cercare diminuire lo stress. [...] Il fatto che abbiano usato termini come "pazza e alcolizzata", anche se non rientra propriamente nel mobbing, è comunque un reato perseguibile a querela di parte... hai fatto un esposto/querela? Come potresti però collegare questo allo scatenamento di una sindrome? [...]
Cerca comunque ora di vedere la situazione un po' da lontano, come se ti riguardasse ma non più di tanto [...] Credo questo distacco ti consentirebbe di rivedere con calma e serenità i momenti difficili che hai passato (e che spero tu abbia già in parte elaborato dentro di te e quindi superato) per trovare ora tutte le possibili vie d'uscita dalla situazione di blocco e poter ricreare un clima, nel tuo ambiente di lavoro, come quello che c'era all'inizio perché questo è fondamentale per ogni lavoratore, per te e per tutti quelli che lavorano con te.
è un'impresa grandiosa, difficile, lo so, ma a te interessa proseguire questo lavoro perché da quello che scrivi sembra piacerti molto. Quindi inizia a rimboccarti le maniche per ripartire alla grande; tutto dipenderà da te e dal comportamento che, da ora in poi, avrai con gli altri. Se ti porrai in modo positivo (non di vittima sacrificale - anche se è comprensibile che ora tu ti senta così) anche gli altri saranno molto più sereni e collaborativi con te.
Non costringere i colleghi a scelte difficili ed alleanze che non desiderano fare. Perché dovrebbero denunciare alla moglie atteggiamenti forse troppo amichevoli del marito verso una collega? [...] Tutti cercano serenità al lavoro, a cosa serve fare i "gruppetti" se non a creare situazioni spiacevoli per alcuni che diventerebbero inevitabilmente nemici? A cosa serve creare alleanze contro? Si devono trovare cose condivise su cui lavorare insieme non occasioni per fare guerre. Per vincere cosa poi?
Ti spiego meglio, anche facendo - qualora avessi prove certe documentali e testimoniali - una causa per mobbing poi penseresti di rientrare a lavorare con le stesse persone che hai denunciato, come se nulla fosse accaduto? Il clima rimarrebbe sempre ed inevitabilmente pesante... ci hai pensato?
Forse anche dopo aver "vinto", saresti comunque perdente perché dovresti cercarti un nuovo lavoro...
Ti parlo così perché la tua situazione non mi sembra ancora compromessa e - logicamente dall'esterno e per il poco che mi hai fatto conoscere - la soluzione migliore mi sembra sia cercare ora degli accordi, ricostruire piano piano i rapporti di fiducia che c'erano, ricreare le relazioni tra di voi in modo nuovo e positivo. [...] Forse potresti chiedere prima l'aiuto di qualcuno che possa aiutarti nel migliorare le relazioni (counselor) o affidarti ad uno psicoterapeuta familiare, preferibilmente sistemico, che potrebbe aiutarti e sostenerti per quando rientrerai al lavoro dopo la gravidanza per migliorare la tua situazione con i colleghi lavorando sul tuo modo di porti e di "sentire" gli altri. [...] Se non ho compreso bene quello che mi hai scritto, se non è questo il consiglio che pensavi di ricevere, dovresti spiegarmi meglio tutto in modo dettagliato fin dall'inizio dei comportamenti che tu ritieni mobbizzanti nei tuoi confronti [...]
Sicuramente devi sbloccare la situazione ma - questo te lo dico come persona che ha vissuto su di sè il mobbing - qualunque cosa succederà dipenderà prima di tutto da te. Se tu cambierai e ti porrai in modo positivo vedrai che come per magia cambieranno anche gli altri e potrai ritrovarti nuovamente in una situazione collaborativa ed amichevole. [...] Potrai vincere la causa per mobbing e non mantenere però il lavoro perché potranno licenziarti (non mi hai parlato del tipo di contratto di lavoro che hai...) ma questo potrebbe essere per te, nonostante una prima apparenza negativa, molto positivo (potresti trovare un nuovo lavoro molto più interessante e remunerativo che mantenendo quello attuale non cercheresti mai) oppure potresti vivere la perdita del lavoro o essere per sempre destinata a mansioni non di fiducia ma manuali, pesanti, sicuramente non soddisfacenti, con tutte le vie di promozioni precluse come qualcosa di profondamente umiliante e negativo (ma come potrebbero fidarsi di te dopo essere stati denunciati?).
Sei giovane, hai tutta la vita davanti e tra poco un bellissimo bambino che sarà parte di te per sempre. Pensa a tutto questo e "fai la scelta migliore per te e per voi" [...] Un forte abbraccio di solidarietà.


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