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Quando a farti del male sono i colleghi

 


 

frecciaUn primo impiego, da cui vorrei fuggire

 

INVECE DI FORMAZIONE, MI OFFRONO UMILIAZIONI

Vi scrivo per raccontarvi le enormi difficoltà che da neolaureata/ neoassunta sto incontrando presso l'azienda in cui lavoro come commerciale estero da 7 mesi. In quanto primo impiego mi aspettavo una certa comprensione da parte di chi aveva ricevuto l'incarico di formarmi. Ma mi sbagliavo. È un incubo quotidiano, ormai. Prima una collega donna e adesso un collega uomo non hanno mai evitato di farmi sentire stupida, incapace, inadeguata con i loro commenti acidi, con le loro spiegazioni altisonanti e tecniche, con quegli sguardi di riso, rimproveri e osservazioni fuori luogo.

 

DUE LAUREE, PER FARE FOTOCOPIE

I miei colleghi non mi lasciano spazio e, anzi, dicono che fanno prima a fare loro il lavoro che a spiegarmelo. E così io sono confinata a svolgere compiti banali come archivio e fotocopie, che aumentano ancora di più quel senso di inadeguatezza. Sono sfiduciata al massimo. Sto cercando disperatamente un altro lavoro, anche se inizio a pensare che la vita di ufficio non faccia per me. Sto vivendo questo periodo con tanta negatività e tanta insicurezza. È dura. Mi sono laureata due volte con il massimo dei voti ed ora mi ritrovo a combattere ogni giorno per avere un minimo di considerazione.

 

Chiara

 


frecciaUna collega che si finge amica, per farmi del male

 

MI FIDO, MI CONFIDO...

Lavoro in un call center e circa tre anni fa ho una breve storia con un collega, narcisista patologico. Mi ritrovo, per una serie di situazioni, ad avere a che fare con una collega fidanzata con uno dei capi. Qualcosa in lei non mi ispira da subito, ma sono nel pieno della crisi dopo la fine della mia storia, quindi più vulnerabile e meno attenta. Ci raccontiamo di noi, soprattutto lei: i suoi tradimenti e i pettegolezzi su tutto e tutti. Mi allontano: è una persona anni luce lontana da me, dalla mia cultura e dal mio modo di fare. Da quel momento, inizia l'inferno.

 

... E VENGO TRADITA. E DERISA.

La collega racconta e inventa di tutto su di me. Ora è diventata amica del mio ex (e dire che si erano sempre parlati male alle spalle!). Ho mantenuto la calma, credendo che la situazione finisse, ma con il passare del tempo non è cambiata. Lei è sola, senza scrupoli, con una pessima reputazione. Ha amicizie pericolose e anche per questo non l'affronto: non si ferma davanti a nulla. Ho avuto un crollo di nervi. Ero arrivata a non andare in bagno durante le ore di ufficio per non essere costretta a passare vicino a lei, sapendo di essere derisa e insultata. Al lavoro fa ciò che vuole, essendo la fidanzata del capo, che finge di non sapere o non vuole sapere.
Ora va un pochino meglio, ma il senso di impotenza e di ingiustizia è grande.

Annalisa


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