VOGLIO RACCONTARLO

Confessaci

Niente di nuovo sotto il sole

 

UNO SCHIAFFO, NON SOLO MORALE

Una grande spiaggia di sabbia bianca, tappezzata di ombrelloni e lettini arancione. La gente è tanta, ma c'è spazio per tutti, e si sta bene a prendere il primo sole.

Qualcuno, però, per qualcun altro è di troppo.

"Te ne devi andare. Così come sei venuta, te ne devi andare. Hai capito? Adesso te ne vai".

Il ragazzo avrà vent'anni, è magro, tutto vestito di nero e sta minacciando la ragazza.

Lei, giovanissima, bionda, rosea e paffuta, lo guarda e gli sorride.

Lui ripete ossessivamente la frase: "Te ne devi andare, non voglio vederti qui, hai capito?"

Sono sdraiata sul lettino a pochi centimetri dal litigio, i due si sono fermati proprio vicino a me. Qualunque sia il motivo dell'arrabbiatura di lui, il tono mi sembra un po' troppo intimidatorio.

Ravviso i segni di una violenza, ancora solo psicologica; mi inizio a inquietare. Lei non parla e non reagisce, forse per vergogna: sulla spiaggia tutti potrebbero starla guardando.

A lui, invece, non importa di avere un pubblico; anzi, forse gli piace: dà più gusto all'umiliazione.

Molla uno schiaffo: sento il rumore sulla guancia di lei, già colorita dal sole, che si arrossa ancora di più. La ragazza resta immobile, sorridendo, gli occhi azzurri fissati sul suo uomo.

 

FATTI MIEI, LORO, O... NOSTRI?

Non penso, agisco.

"Adesso basta", dico con voce ferma. "Lei deve smetterla di picchiare questa donna".

Il ragazzo non perde la calma. Mi risponde solo: "Si faccia i fatti suoi, sono cose nostre".

Insisto. "Non saranno fatti miei, ma non posso tollerare che lei faccia violenza a questa donna davanti a me". Non perché se non vedessi mi andrebbe bene, ma perché, se lo fa ancora, chiamerò la sorveglianza e poi i Carabinieri. "E lei, veda di non subire più e ricordi: c'è sempre tempo per cambiare fidanzato". Le ultime parole mi escono spontanee, lasceranno il tempo che trovano.

Il ragazzo si allontana di pochi metri, insieme alla ragazzina, che non ha detto una parola. C'è un'amica, discutono. Poi, le due ragazze raccolgono borse e asciugamani e fanno dietrofront sulla sabbia, scortate da lui, che le segue per assicurarsi che lascino veramente il lido.

Lei, su quella spiaggia, ha lasciato la sua dignità di donna; lui niente, perché una dignità non l'ha mai avuta.

 

Chiara

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