Alla pari

Alla pari

Alla pari
Claudia De Lillo alias Elasti
Einaudi, 2016, Pagg. 242, € 17,50

Ecco. Hai fatto ciao con la mano e te ne sei andato. E mi hai mollato qui, in questo stupido aeroporto, senza nemmeno chiedere: «Sei sicura? […]»

Si apre così, con un interrogativo (e per la protagonista ce ne saranno tanti altri), il primo romanzo di Claudia De Lillo, in arte (letteraria e radiofonica) Elasti, già giornalista finanziaria per Reuters e oggi autrice di una rubrica su “D” di Repubblica, conduttrice radiofonica per Caterpillar AM di Rai Radio 2 e, soprattutto, genitrice più famosa del Web – e influencer – con il suo seguitissimo blog nonsolomamma.com. A digitarlo, forse dallo schermo di uno smartphone, forse da un notebook, è la ventenne Alice, che dagli States sta per affrontare una trasvolata oceanica verso l’Italia che sarà, come scopriremo leggendo, molto più di un semplice viaggio. Ad aspettarla lì, come ragazza alla pari, ci sono i Ranieri: in apparenza una normale famiglia milanese, agli occhi di Alice la porta per un nuovo mondo spesso incomprensibile. A cominciare dall’esuberante Emilio, “gentile, festoso e accogliente”, che “È come gli italiani dei film. Allegro, cerimonioso e sopra le righe.” Se il padre incarna il cliché dell’italiano ultra-socievole, la madre, “Vittoria, è un androide. Alta, magra, bionda, algida, altera, forse priva di anima.”
Meno male che a ristabilire la normalità (ma sarà poi così?) ci sono i figli: la preadolescente Emma, “un androide in miniatura in cui si sono dimenticati di inserire la funzione «sorriso»”; Tommaso, 9 anni, “lo sguardo rotondo e stralunato di chi abita in un’altra dimensione”; Matteo, 3 anni, “un fungo che cresce apparentemente da solo.” Dulcis in fundo, la signora Tonia: “grande, solida, dittatoriale”, spalle smisurate e voce da baritono, più che da colf ha un piglio da militare, anche se si fa amare cucinando specialità pugliesi.
Il primo impatto con la famiglia Ranieri per Alice è piuttosto destabilizzante: ma ormai si è in ballo e bisogna ballare (non metaforicamente, a occhi chiusi con Matteo) e imparare a destreggiarsi tra le esigenze alimentari di Emma, che si nutre di beveroni zenzero e limone, i dubbi esistenziali e religiosi di Tommaso e i personaggi di fantasia di Matteo, come il mitico Gogolagno. Per poi confidarsi con il colorito gruppo di nuove amiche italiane e anglosassoni (trovate naturalmente su Facebook) e raccontare ogni cosa via e-mail a chi aspetta dall’altra parte dell’Atlantico: il fratello Michael, aspirante collaboratore di archistar attualmente impiegato nel fast food; la nonna Sarah, che vive una nuova giovinezza tra fidanzati ottuagenari e tutorial di tango argentino postati su YouTube; l’amica del cuore Karen, persa dietro a un amore impossibile (ma non sarà per caso l’Italia il posto adatto in cui trovare un nuovo amore?).
Con la consueta leggerezza, e profondità, che la contraddistingue, e che ce la rende blogger e scrittrice molto amata, Claudia de Lillo, in questa prima prova narrativa “in lungo” (i volumi Nonsolomamma e Nonsolodue raccoglievano i post del suo blog), mette nella trama, nella scrittura, nei personaggi, tutta se stessa e i luoghi, le esperienze, le situazioni che i suoi affezionati lettori hanno imparato a conoscere, negli anni, dal suo blog. Immaginiamo così Alice/ Elasti scrivere agli amici della città di A, fare jogging lungo i navigli, interpretare i silenzi adolescenziali e le follie hobbit, tifare alle gare di nuoto… Ma anche chi non abbia ancora familiarità con il mondo di nonsolomamma potrà apprezzare questo libro, che è un inno alla vita, bella e godibile nella sua semplice quotidianità, punteggiata da difficoltà che però, insieme, si superano, e soprattutto arricchita dall’energia vitale di tanti piccoli ‘mostri’/ hobbit. Tanto che averne uno in più non farà che bene.

LEGGI L’INTERVISTA A CLAUDIA DE LILLO

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