Borgo Propizio

Loredana Limone - Borgo Propizio
Borgo Propizio
Loredana Limone
Guanda, 2012
Pagg. 288, €16,50

A Borgo Propizio, un piccolo paese in collina come tanti in Italia, la vita scorre al ritmo di sempre: lento, regolare, forse un po’ sonnacchioso. Ma quando Belinda, ragazza di città un po’ viziata, decide di trasferirsi lì per realizzare il suo sogno di aprire una latteria, per gli abitanti – o almeno per alcuni – di Borgo Propizio le cose cominciano a cambiare radicalmente. Soprattutto per Mariolina, che, dopo una vita di castità in comunione con la sorella Marietta, vede sconvolgere le sue abitudini dall’arrivo di un principe azzurro un po’ sui generis. Si chiama Ruggiero, non è proprio un ragazzino (ma è pur sempre molto più giovane di lei), fa l’operaio, guida la Mercedes e il Kangoo e con i congiuntivi non ha molta confidenza.
Mentre la storia d’amore si dipana tra passione, romanticismo, equivoci, dubbi e speranze per il futuro – non ultima quella degli anziani genitori di Ruggiero di accaparrarsi una nuora ‘perbene’ che possa assisterli – e suscita curiosità incontenibili tra le comari di Borgo Propizio, dalla latteria di costruzione emergono antichi segreti che paiono confermare la presenza leggendaria del fantasma del borgo.
Ma l’amore, a Borgo Propizio, ha anche il volto di Cesare, il padre di Belinda, che cerca di riconquistare la sua Claudia con la complicità della zia Letizia…
Con tocchi leggeri, garbato umorismo e grande simpatia per i suoi personaggi, Loredana Limone – già autrice di libri gastronomici e per bambini e conduttrice del laboratorio di scrittura creativa “Sapori letterari” – dipinge il ritratto di un luogo che è nell’immaginario di tutti noi: un buen ritiro dove coltivare i propri sogni, condurre una vita più sana, costruire una cerchia di amici che sia quasi una famiglia.
E il bianco del latte, distribuito, tra chiacchiere e dolcetti, nella latteria “pop” arredata con mucchette e un jukebox anch’esso bianco, diventa metafora di una nuova vita fatta di cose vere, semplici, buone; le cose di una volta, quando il G.M., il Gran Musicante (idolo di Belinda e zia Letizia), cantava: Fatti mandare dalla mamma…

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