Indipendenza emotiva

Indipendenza emotiva

Indipendenza emotiva. Imparare a essere felici
Giacomo Papasidero
Tempovissuto Edizioni
libro € 13, e-book € 8.99

Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere. Perché affronta, con un linguaggio semplice e immediato, il problema più comune di tutti gli esseri umani: riuscire a essere felici. Ma soprattutto perché, con esempi tratti dall’esperienza personale e facili esercizi, ci insegna a realizzare, giorno per giorno, questo obiettivo. La felicità quotidiana, insomma, a portata di tutti: perché ce la meritiamo e perché siamo in grado di conquistarla. A patto di essere disposti a lavorare sulle nostre emozioni e a raggiungere quella che l’autore, nel titolo del libro, definisce indipendenza emotiva. Sì, perché, alla fine, il segreto è tutto lì: liberarsi dalla schiavitù dei legami e delle emozioni. E amare incondizionatamente, sia gli altri che noi stessi. Molto più facile a dirsi che a farsi, potrebbe pensare il lettore. Non se un mental coach come Giacomo Papasidero ci prende per mano e ci accompagna, capitolo per capitolo (ogni sezione del libro corrisponde a una lezione dei suoi corsi) nel cammino verso la scoperta di ciò che conta veramente nella vita. Scopriremo così, attraverso una logica stringente, che siamo noi a generare le emozioni in risposta agli avvenimenti che ci accadono, e dunque siamo anche in grado di dominarle; che, per quanto il nostro passato sia stato difficile, c’è sempre un modo di ridefinirlo in positivo; che le nostre sensazioni possono essere ingannevoli, allontanandoci dalla realtà; che ciò che proviamo è sempre un segnale, e anche le emozioni negative, che secondo meccanismi ancestrali ci avvisano dei pericoli, sono utili per indurci ad affrontare i problemi e spingerci al cambiamento.
Come riuscire a far sì che le emozioni, determinate dalle nostre convinzioni, non condizionino la nostra vita? Con i consigli e gli esercizi che Giacomo Papasidero, esperto di crescita personale e ‘allenatore mentale’ da anni, ha messo a punto attraverso l’esperienza personale: primo fra tutti il “diario emotivo”, in cui annotare seduta stante le nostre emozioni negative e positive, descrivendo ciò che proviamo, senza collegare in un rapporto di causa-effetto la rabbia, la paura, la gioia con l’episodio che, solo apparentemente, l’ha suscitata. O con la tecnica del “vedo positivo”, che ci spinge a potenziare lo sguardo notando, in ciò che ci circonda, i piccoli doni che possono renderci più felici. O ancora come il “trovare l’oro”, che, senza bisogno di cercarlo lontano, è già nelle persone intorno a noi. Alla fine, esercitarci in “lati positivi” a fine giornata ci diventerà naturale. Ma Indipendenza emotiva non si limita a spiegare come dominare la nostra emotività. Ci spiega anche come essere più felici: rinunciando a pretese e aspettative, in modo da non essere mai delusi; e amando il nostro prossimo incondizionatamente, sia che ci tratti bene, sia che non lo faccia. Perché, scrive l’autore, se la nostra felicità consistesse nel donare una piccola cosa a qualcuno, non lo faremmo forse anche con chi ci ha fatto del male, pur di rallegrarci? Con il vantaggio non solo di non aver portato rancore, ma anche di essere liberi (e qui si ritorna all’indipendenza emotiva):

“Ora che sai che niente di quello che dicono o fanno gli altri ha il potere di umiliarti, farti soffrire o deluderti, perché tutto questo dipende solo dalle tue pretese e dalla paura di amare, perché dovresti negarti la felicità con le tue stesse mani? Se dai amore, sei felice.”

Provare per credere.

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