Nina sente


Nina sente

Nina sente
Claudia De Lillo alias Elasti
Mondadori, 2018
Pagg. 360, € 18

Nina indossa giacche di pelle nera, usa un linguaggio colorito e fa un mestiere ‘da uomo’: guida un’auto NCC, a noleggio con conducente: mestiere ereditato, insieme alla vettura, dal tenero e svanito padre barese. Nina è la protagonista del nuovo romanzo di Claudia De Lillo, alias Elasti, blogger, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica di Caterpillar AM su Rai Radio Due. Come Claudia, Nina ascolta audiolibri: nelle ore di attesa tra un accompagnamento e l’altro, impara la corretta pronuncia di omografi non omofoni come àncora e ancòra, perché per lei la parola, sia scritta che orale, è importante. Guida per vivere, ma vorrebbe scrivere; garantisce ai clienti la giusta privacy ma, mentre è al volante, non può fare a meno di sentire cosa dicono, anche quando sono “in grado di fare a pezzi tre lingue – italiano, inglese e francese – nello spazio di una sola frase”. Nina sente, appunto; ma non ascolta solo le voci di corridoio che i suoi clienti, soprattutto dirigenti della convenzionata Banca Sempre, si lasciano sfuggire, incuranti della sua presenza. Nina sente gli odori, più di chiunque altro, perché soffre di MCS, sensibilità chimica multipla: un sesto senso che la rende reattiva all’ambiente e le fa scegliere le persone, è il caso di dire, a naso. Di clienti particolari, odori a parte, nel taxi privato di Nina ne salgono spesso: la ignorano o la coinvolgono, la provocano sgradevolmente o la invitano gentilmente (alla lezione aziendale di yoga, ad esempio, in uno dei pezzi più divertenti del libro); in ogni caso, senza volerlo, la informano. Così, quando la Polizia indagherà sulla misteriosa morte del suo amico Guido, investor relator di Banca Sempre, a sua volta minacciata da una imminente cessione aziendale ai cinesi, dovrà far valere il suo intuito, e il suo senso dell’olfatto.

In questo romanzo (che è a metà tra la commedia sociale e – inventando un sottogenere – il bank thriller), per chi la conosce attraverso il blog, i suoi articoli e gli altri libri, di Claudia De Lillo c’è molto. Ci sono i trascorsi professionali di giornalista finanziaria, che le permettono di condurre il lettore per mano con naturalezza nel mondo complesso di banche e investitori. C’è la consapevolezza della difficoltà di conciliare ruolo domestico e lavorativo, anche se Nina, invece di “tre hobbit, di sesso maschile”, ne ha solo uno (che, come lo hobbit grande, la chiama “madre”). Ci sono, attraverso i personaggi, le origini napoletane e baresi, il dialetto pugliese, le follie della vita, le lezioni di yoga e di boxe e tanto altro. Ma ci sono anche un incipit fulminante alla Cornell Woolrich, un intreccio che regge sin dall’inizio senza esitazioni e la constatazione, per il lettore, che Claudia De Lillo, Nonsolomamma, nonsologiornalista e oggi giallista, può sorprenderci ogni volta in modo diverso.


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