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Hernan Casciari - Più rispetto che sono tua madre

Più rispetto, che sono tua madre!
Hernan Casciari
Salani, 2007
Pagg. 281, €14

Si presentava come un innocente libro umoristico, fin dal titolo. Ma Più rispetto, che sono tua madre!, edito dalla Salani nel 2007, lascia un po’ perplessi.
L’autore è un uomo, Hernan Casciari, che a quanto pare ha vinto un premio nel 2005 per il miglior blog del mondo: proprio il blog da cui è stato tratto questo libro, originariamente comparso a puntate nei post.
E che il libro sia scritto da un uomo (purtroppo) si vede.
Casciari sceglie di parlare in prima persona, con la voce di Mirta, casalinga argentina di mezza età madre di tre figli, ciascuno a suo modo ribelle, e moglie di Zacarias, marito che in copertina viene definito “un po’ manesco”, in realtà estremamente violento. Ad ogni occasione, quando le cose non vanno come vorrebbe, Zacarias alza le mani: sulla moglie, ma anche sui figli adolescenti. E Mirta lo ama anche così, non solo, ma quasi scherza sulle abitudini manesche del marito, che diventano parte integrante della vita familiare. In più, tutti personaggi parlano un linguaggio alquanto sboccato, che non risparmia gli insulti a Mirta, che li tollera come se niente fosse. Del resto, accetta anche di essere chiamata “vecchia” dai figli e di essere trattata in maniera indecente dalla figlia quattordicenne.
I personaggi femminili, in tutto il libro, sono poi raffigurati secondo l’immaginario maschile più vieto: donne dai facili costumi, sempre a caccia di avventure: la colf entrata in casa come fidanzata del figlio seduce anche il nonno; la quattordicenne Sofi si prostituisce davanti a una webcam, con il consenso della madre perché almeno guadagna qualche soldo; e quando non fa questo, si strofina nei portoni con uno dei due fidanzatini, e mostra impressionanti conoscenze in materia sessuale.
Non credo che noi donne siamo tutte così.
Forse è ora che anche le case editrici inizino valutare più attentamente cosa inserire nel proprio catalogo, con un po’ più di rispetto per le donne e per la cultura di genere.

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