Premio Napoli 2011

Ruggero Cappuccio, Fuoco su Napoli, “I Narratori”, Feltrinelli, 2011, Pagg. 256, € 16, ISBN: 9788807018152

Fuoco su Napoli - Ruggero CappuccioIl genio dello scrittore sta nel far sembrare giusto e necessario, nella sua opera, quello che in un altro contesto risulterebbe sbagliato, volgare, esagerato. Lo dimostra Ruggero Cappuccio nel suo romanzo Fuoco su Napoli, meritatamente finalista al Premio Napoli 2011, con una storia a tinte forti in una città a metà tra realtà e fantasia, abitata da personaggi senza scrupoli ma anche da anime purissime.
Dopo millenni di torpore, i Campi Flegrei stanno per risvegliarsi: secondo gli esperti, un’eruzione vulcanica di portata straordinaria, accompagnata da un’inondazione, sommergerà con il fuoco e con l’acqua la città di Napoli, distruggendola quasi completamente. Lo viene a sapere prima degli altri l’avvocato penalista Diego Ventre (il pensiero corre subito a Il Ventre di Napoli di Matilde Serao), affascinante ‘squalo’ che difende i peggiori delinquenti perché sa di non essere migliore di loro. Per Diego, uomo ugualmente attaccato alla cruda realtà che al sogno, l’apocalisse partenopea è l’occasione non solo per la più grande speculazione edilizia della storia meridionale, ma anche per una rinascita catartica della città, epurata dalle sue brutture e trasformata in un’opera d’arte a cielo aperto. Ventre, infatti, vive per la bellezza: si circonda di case meravigliose, di opere d’arte introvabili e desidera, senza poter pensare di non averla, la donna più avvenente che abbia visto: la posillipina Luce di Sangrano, creatura eterea anche lei abituata alle cose belle.
Ma, se Luce è purezza e luminosità nel corpo e nell’anima, Diego è la tenebra oscura che avvolge il ventre della città, è il braccio nascosto che muove i fili dell’illegalità grande e piccola, è la mano capace di togliere la vita senza pagare per questo, e dunque teme anche per la sua incolumità. Diego, affabulatore, vincente, uomo per il quale tutte le porte possono aprirsi, ha facile gioco nel fare presa sul cuore di Luce, che non chiede altro che di farsi incantare. Ma l’atmosfera di sogno si infrange a contatto con la realtà, e, mentre il mare sommerge Napoli costringendo i suoi abitanti all’esilio, attraverso mani armate il Male compie la sua opera, alla quale nessuno potrà sottrarsi. Ma il messaggio dell’Autore non vuol essere pessimista: se alla città più disastrata d’Italia è concessa una resurrezione, sia pure attraverso la distruzione, anche al cinico Diego sarà possibile mostrare una parte buona di sé, quella capace di amare.

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