S.O.S Amore

SOS Amore
S.O.S Amore
Federica Bosco
“Newton Pocket”, Newton Compton Editori, 2011
Pagg. 384, € 4,90.

Chi conosce Federica Bosco attraverso le avventure di Monica, la protagonista dei suoi primi romanzi, leggendo S.O.S Amore resterà sorpreso. E chi pensa che la chick lit sia soltanto un leggero genere di intrattenimento dovrà ricredersi. Sì, gli ingredienti per un romanzo di pura “letteratura per pollastrelle” ci sono tutti: una single (o quasi) trentenne e un po’ sfigata, sempre a caccia dell’uomo ideale, circondata da amiche più o meno (in)sincere, da una madre e da una sorella sull’orlo della crisi di nervi e da un amico gay – che non ha ancora fatto coming out… E una schiera di fidanzati, ex e attuali, aspiranti e scaricati, che si alternano, spezzando a turno il cuore della protagonista. Un cuore campeggia infatti sulla copertina rosa… su un lettino da psicanalista. È proprio qui il punto: per una volta, in un romanzo di chick lit, entra la psicoterapia, quella vera. E non soltanto per far sorridere i lettori delle paranoie sentimentali di Chiara, l’eroina di S.O.S Amore, che non riesce a farne una giusta nel suo perenne tentativo di essere amata.
Federica Bosco, con questo suo settimo libro, trova una strada per parlare alle donne dei temi che le coinvolgono, a volte inconsapevolmente, e le fanno soffrire: la dipendenza affettiva, l’ansia, la mancanza di autostima, il rapporto con il proprio corpo (Chiara ha una sorta di amore-odio per il suo ‘davanzale’ troppo abbondante), le difficoltà nei rapporti di coppia e nei legami familiari. Alla scrivania del suo psicologo, il dottor Folli, Chiara racconta, per 21 sedute, il suo multiforme passato sentimentale e il suo presente, diviso tra la relazione clandestina con l’affascinante ed egoista avvocato Andrea e l’homo novus Riccardo, che potrebbe rappresentare la soluzione ai suoi problemi, se non fosse che… Attraverso il dialogo con il terapeuta, Chiara, esponendosi in prima persona, affronta le paure di ogni donna, mostrandoci come si svolge una vera seduta di psicoterapia (per scrivere il libro, l’autrice si è documentata ‘sul campo’ grazie alla consulenza di uno psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale), e in che modo, soprattutto, possa essere utile per affrontare e risolvere i propri problemi. Come in ogni romanzo di chick lit, il lieto fine è garantito. Ma, per le lettrici, chiudere le pagine del libro – dopo averlo divorato, coinvolte dalle avventure di Chiara – significa aprire spunti di riflessione e aprirsi alla speranza che, quand’anche le cose non vadano per il verso giusto, con un lavoro guidato su se stesse le si può sempre migliorare. E chissà che, insieme all’assertività, non si possa conquistare anche l’uomo dei propri sogni!

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