Scrittrici in giardino

Scrittrici in giardino - Adele Cavalli

Scrittrici in giardino
Adele Cavalli
ePubblica, 2014
pp. 147, € 2,99 (e-book)
ISBN 9788868621162

Emily Dickinson che si raccoglie a comporre poesie alla scrivania della piccola camera al primo piano, dalla cui finestra osserva un alto pino scuro, “un mare su uno stelo”, nella casa in mezzo al verde di Amherst. Marguerite Yourcenar che lavora a Memorie di Adriano nel suo studio fino al tramonto, alla luce di una lampada, dopo aver iniziato la giornata passeggiando nel bosco e rastrellando il prato, nella tenuta di Petite-Plaisance davanti alla costa del Maine. E Jane Austen che scrive quasi in segreto Orgoglio e pregiudizio, sul tavolinetto di noce in salotto, nascondendo i foglietti all’arrivo di figli e nipotini, nella casa di mattoni rossi di Chawton Cottage.
Questi, e altri sette ritratti di autrici tra Ottocento e Novecento, ci regala Adele Cavalli nel suo Scrittrici in giardino: un piccolo, prezioso, libro che ci conduce con discrezione nelle case, ma soprattutto negli spazi verdi, dove sono nati alcuni tra i più grandi capolavori della letteratura. Filo conduttore, l’amore incondizionato che accomuna dieci scrittrici per il loro giardino: spazio verdissimo curato con passione e sforzi, costruito con attenzione al dettaglio; ambiente per il riposo, l’oblio degli affanni, la meditazione; luogo interiore ancor prima che esterno e soprattutto grande fonte di ispirazione. Tanto da far dubitare, a lettura ultimata, che possa esistere un afflato creativo senza la Natura, e da far pensare che solo la sua potenza creatrice conceda quella serenità d’animo che predispone alla contemplazione e alla scoperta, e quindi alla produzione della letteratura.
È un amore, quello per le piante e i giardini, che si tramanda attraverso le generazioni; e se Colette lo apprende guardando la madre Sido coltivare fiori e preparare con i prodotti della natura infusi, liquori e conserve, se Eudora Welty assorbe dalla madre Chestina non solo la passione per la lettura, ma anche quella per il giardinaggio e la classificazione delle specie botaniche, Adele Cavalli racconta di aver osservato da bambina la nonna, le cui “mani nodose tagliavano fiori appassiti, strappavano erbacce dalla terra, seminavano e zappettavano”, e di farlo oggi lei stessa. Una parte dei valori con cui l’autrice è cresciuta sono racchiusi nel sito Album di Adele, in cui ci offre le sue creazioni per la casa, insieme ai profili delle donne della sua famiglia, con le foto d’epoca.
La letteratura, sembra dirci Adele, si accompagna sempre all’arte e alla creatività. Karen Blixen scrive La mia Africa nella residenza ottocentesca di Rungstedlung, a nord di Copenaghen, e lì – dopo aver dipinto quadri a olio, tempera e carboncino nel suo soggiorno lontano – crea composizioni di fiori, che con i loro petali, foglie e steli le offrono fantasiose tavolozze di colori. George Sand (che, come Emily Dickinson, raccoglie fiori e piante in erbari ordinatamente rilegati) scrive articoli e romanzi “in un armadio che si apre come un secretaire” e, nella grande casa di Nohant dove invita Delacroix, Balzac, Flaubert, suona l’arpa come sua nonna e confeziona abiti per le marionette dei figli, oltre a cappelli, addobbi e decorazioni per il teatro. Ed Eudora Welty ritrae le terre aride e i lavoratori neri del Mississippi con il bianco e nero della sua Kodak.
Le dimore delle scrittrici si animano di vita per il lettore, grazie alle belle fotografie concesse dagli ammiratori, che Adele ha scoperto sul Web. Visitiamo così la magnifica residenza Tudor di Sissinghurst Castle, di cui Vita Sackville West progetta il giardino, insieme al marito Harold Nicholson, descrivendone le fasi di ristrutturazione in articoli sul giardinaggio e in lettere all’amata Virginia Woolf; così come Mary Annette Beauchamp (in arte Elizabeth Von Arnim) trasforma il giardino incolto della tenuta del marito in Pomerania, dove riaffiorano i ricordi della sua infanzia, ora quella dei suoi cinque figli (il cui istitutore è niente di meno che l’E.M. Foster autore di Camera con vista, Passaggio in India, Casa Howard). Edith Wharton, infine, crea nella casa di The Mount, nel Massachusetts, un altro dei suoi capolavori: un immenso parco-giardino da lei stessa progettato e curato nei minimi dettagli, che deve coordinare l’armonia degli interni, dedicati alle attività più amate, con quella degli esterni, incastonati tra il lago e le dolci colline del Berkshire.

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