Una nuvola nera minaccia Napoli

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Donatella de Crescenzo e Vincenzo Lamberti
Graus, 2014
Pagg. 24, € 10

“Una nuvola nera minaccia la città, come fuliggine nell’alba rossa…”

Inizia con queste parole, anzi con questi versi (il testo, proseguendo nella lettura, è in rime alternate) un’originale opera artistico-letteraria a quattro mani, o meglio a sei – la prefazione è di Violetta Lamberti, figlia degli autori – che unisce i versi della scrittrice Donatella de Crescenzo ai disegni di suo marito Vincenzo Lamberti, medico di professione (“Perché volevo fare il mago”) e pittore per passione.
La città è Napoli, ritratta in tutte le dieci tavole nel suo panorama più bello e più emblematico – il Vesuvio e Castel dell’Ovo – in colori sempre diversi, quasi sempre accesi: il mare turchese, verde, vermiglio; il cielo porpora, giallo, bluette; il vulcano dorato, verde, rosso fuoco… A rifinire “il golfo mozzafiato”, un Castel dell’Ovo in tutte le sfumature dell’arancio, così stilizzato che la fantasia del lettore potrebbe trasformarlo in una “imbarcazione che risale le onde”, cosciente dell’incertezza del suo navigare, ma anche consapevole di essere un prodotto della mano dell’artista (“delineato a matita, rifinisco le sponde”). Nulla di oleografico, però: un senso di drammaticità, di pericolo incombente, domina il paesaggio grazie alla nuvola, enorme e nerissima, che quasi si appoggia sul triangolo del Vesuvio, metafora della forza della Natura ma anche delle difficoltà di una città “spesso fortemente criticata oppure osannata, senza vie di mezzo”. Una città di contraddizioni e contrasti, che però non si può fare a meno di amare e di continuare ad abitare.
È vero, una nuvola nera minaccia Napoli. “Ma io non ho paura”.

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