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MOYRA GIRELLI 🙂 , CAREER COACH, CI PARLA DEL LAVORO INVISIBILE DELLE DONNE
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L’AUTRICE DEL POST
Moyra Girelli, formatrice e coach strategica, con il suo percorso “Da comparsa a Protagonista” aiuta le donne in carriera – professioniste, imprenditrici e donne d’azienda – a ottenere il giusto riconoscimento, sia lavorativo che economico.
Moyra Girelli ci ha gentilmente concesso di pubblicare il suo post LinkedIn del 01/02/2026
Se non guadagni, hai valore?
Ieri la mia vicina ha visto la locandina della mia masterclass ⭐️“È ora di farti pagare per il tuo vero valore” ⭐️ I primi passi per professioniste, imprenditrici e donne d’azienda che vogliono allineare compenso e carriera ai propri valori, desideri e ambizioni. Colpita dal titolo, mi ha scritto: “E il mio, quant’è?”
Mi ha fatto sorridere, ma anche pensare.
Perché dietro quella battuta c’è una domanda profonda: se non guadagni, hai valore?
Lei è una di quelle donne che hanno passato l’intera vita a far funzionare tutto: casa, figli, genitori, marito. Una casa sempre in perfetto ordine, pasti sani cucinati freschi ogni giorno, genitori accuditi, figli cresciuti, un marito che ha potuto dedicarsi esclusivamente al lavoro, sapendo che tutto il resto era sotto controllo.
Il lavoro invisibile di chi tiene in piedi tutto
Se provassimo a tradurre quel lavoro (oltre 200 ore al mese svolte come colf, cuoca, babysitter, caregiver, autista, coordinatrice di famiglia) in numeri, anche solo con tariffe minime, verrebbe fuori un valore mensile attorno ai 2.500 euro.
Tanta roba, vero?
Senza contare la reperibilità emotiva h/24, la pianificazione continua, il pensiero costante che regge tutto.
Questa cosa ha un nome: casalinga, ma è tutto LAVORO INVISIBILE.
E il fatto che non sia pagato non significa che non valga, significa solo che non è riconosciuto.
Ora, sapete che io accompagno in percorsi di empowerment donne che lavorano, manager, professioniste e imprenditrici e sapete anche che credo profondamente nel lavoro come leva per costruire la propria autonomia economica e finanziaria.
E seppur convinta che sia necessario e utile che le donne esprimano i propri talenti, portino valore nel mondo e abbiano libertà di scelta, posso anche rispettare chi, per epoca, contesto o convinzione, ha fatto una scelta diversa.
L’importante è che smettiamo di chiamare “niente” l’opera quotidiana di civiltà di chi ha tenuto in piedi tutto.
Ogni donna che lavora fa due lavori
RICORDIAMOCI poi l’altra faccia della medaglia: le donne che lavorano non hanno sempre una schiera di aiuti. Se va bene, una mattina a settimana pagano qualcuna che dà una sistemata a fondo, ma il resto è sulle loro spalle. Coordinano tutto e tutti: partner, figli, genitori, animali domestici, casa, lavoro e vita.
In pratica, OGNI DONNA CHE LAVORA, FA DUE LAVORI: uno pagato (in media il 12.5% in meno di un uomo pari grado) e uno no.
E, paradossalmente, è proprio quel secondo lavoro invisibile ciò che tiene in piedi tutto il sistema.
E allora il punto non è solo quanto guadagni ma è: quanta parte del tuo valore resta fuori dal conto?
Perché se è vero che il valore di una donna non si misura in euro, è altrettanto vero che senza riconoscimento economico non esiste libertà piena.
