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I METODI CHE ANCORA NON CONOSCI PER SCOPRIRE TESTI AI


Sai riconoscere un testo scritto dall’intelligenza artificiale? Molti pensano di saperlo fare, o si affidano a qualche rilevatore di testi AI (il più noto AI detector? Originality AI). È stato però dimostrato che questi strumenti non sono in grado di distinguere al 100% i testi scritti da autori umani da quelli composti da ChatGPT, Copilot, Claude ed altri LLM con intelligenza artificiale generativa. E il sistema dei trattini lunghi (“Ha il trattino lungo! È scritto dall’AI!”) è ormai sorpassato.
Per riconoscere i testi AI si ritorna, quindi, alla capacità di discernimento umana. Ci sono, infatti, alcuni piccoli segnali che, nel caso tu voglia a tutti i costi scoprire se un testo è stato scritto con l’intelligenza artificiale (o voglia trasformare il tuo testo AI in un’opera più ‘umana’), possono aiutarti. Te li indichiamo qui. Ne conosci altri? Scrivici!
P.S. Questo articolo è stato scritto da una persona 🙂
Contenuti
La coordinazione all’inglese
, e (la e subito dopo la virgola). L’intelligenza artificiale ‘pensa’ in inglese. E poi traduce nella tua lingua. In buon italiano, la “e” congiunzione non è preceduta dalla virgola, ma in inglese è una prassi normale. Ad esempio, ChatGPT potrebbe pensare “robots, automations, and AI agents” e proporre come output a un utente italiano “robot, automazioni, e agenti AI”. Come risolvere Se copiate la frase nel vostro post, togliete la virgola prima della “e”!
I due punti introduttivi
Nella lingua inglese, soprattutto nella scrittura tecnica o formale, l’uso dei due punti è leggermente diverso da quello italiano. I due punti, infatti, si usano spesso per introdurre elenchi, spiegazioni, esempi, citazioni. L’intelligenza artificiale traduce, quindi, frasi come “things like:”, “such as:”, “for example:” lasciando i due punti, laddove in italiano non li useremmo. Come risolvere Occhio ai due punti: suonano innaturali? Eliminiamoli.
Il trattino lunghissimo
No, non il trattino lungo, che viene usato normalmente durante la scrittura digitale. Quello lunghissimo, che a volerlo inserire noi non sapremmo come fare: l’ em dash — , che è diverso dal trattino normale, molto breve, o da quello medio che digitiamo sul nostro word processor di fiducia. Lo troviamo in due versioni: tra spazi, o attaccato al testo. In inglese (si torna sempre lì) si usa comunemente per creare pause enfatiche, sostituire parentesi, introdurre incisi più fluidi e dare ritmo alla frase. Come risolvere Osservate attentamente il testo prodotto dall’AI; se individuate trattini molto lunghi, sostituiteli senza problemi con il trattino medio o con le parentesi.
Le virgolette a sproposito
Non molti sanno che, quando vogliamo dare un significato particolare a una parola o a una locuzione (ad esempio per enfatizzarla o usarla in senso ironico, metaforico o non letterale) possiamo usare le virgolette singole (‘…’). Ecco, non lo sa nemmeno l’AI, nonostante nell’inglese britannico sia una pratica consueta, perché nell’inglese americano lo è molto meno. Dunque, quando troviamo virgolette doppie (“…”) laddove ci vorrebbero le virgolette singole, possiamo insospettirci, soprattutto se le parole enfatizzate e doppiamente virgolettate sono in gran quantità. Come risolvere Se il vostro copilota o LLM ha inserito molte virgolette doppie, con un’attenta rilettura potete decidere quali vale la pena di tenere e quali no.
La mancata traduzione
Come abbiamo detto, l’AI pensa in lingua inglese. E, a volte, dimentica di tradurre alcune parole. In ogni caso, non traduce mai (almeno attualmente) l’abbreviazione di “etcetera”: “etc. “, che, in italiano, è invece “ecc.”, da “eccetera”.
Tra le parole che l’AI potrebbe tradurre, ma non lo fa, vi sono poi termini tecnici: ad esempio, “adjust” invece di “aggiustare, regolare”. Sicuramente ne troverete molti altri. Come risolvere Leggete attentamente tutto ciò che pubblicate/ inviate (ciò vale anche per quando scrivete senza AI!). E correggete subito le mancate traduzioni.
Gli avverbi in -mente
L’esperienza non mente: se osservate e studiate attentamente, noterete che l’AI tende a usare avverbi in -mente un po’ troppo frequentemente! Tenetelo bene in mente! :-). Come risolvere Trasformate gli avverbi in -mente in locuzioni equivalenti: “frequentemente” diventerà “di frequente”, “normalmente” può essere sostituito con “di solito” e così via.
L’incontro di due vocali uguali
In italiano, una regola non vincolante – ma largamente applicata – dice che, per evitare l’incontro di due vocali uguali, si può usare la d (“e” diventa quindi “ed”, “a” → “ad”). Scriviamo, ad esempio, “errori ed eccezioni”. L’AI, come ormai sappiamo, traduce dall’inglese, ma non applica questa regola: “errors and exceptions” → “errori e eccezioni”. Come risolvere Copiate il testo nel vostro word processor e usate lo strumento Trova (e Sostituisci) per trasformare gli “e e…” in “ed e…”, dove necessario.
Il tricolon
Il tricolon è un’antica figura retorica che consiste nel disporre in fila, in una frase, tre elementi con caratteristiche simili. Tre è il numero perfetto, si sa: la mente umana apprezza il ritmo, l’armonia e la completezza delle triadi. E memorizza i concetti a tris più facilmente. Per questo, l’intelligenza artificiale struttura le sue frasi facendo largo uso del tricolon: elenchi di tre elementi, tre frasi con lo stesso incipit, tre scelte, tre suggerimenti, tre obiezioni… Aprite un post a caso su un social network a caso e iniziate a farci caso. Come risolvere Se intendete usare l’AI per sostituirvi nella stesura di testi, effettuate almeno un impietoso editing,
Il problema non è/ è
L’AI, nei suoi testi argomentativi, analizza la situazione da più punti di vista. E, spesso, vi dice che il problema non è…, il problema non è…, ma il problema è che… (notate la struttura tripartita, di cui abbiamo già detto). Ne troviamo delle varianti: il semplice non è… è… o non ha… ha…. Il problema non è che l’AI usi delle strutture fisse per esprimersi, il problema è che le persone si fanno aiutare, sempre di più, a scrivere testi con l’AI. Come risolvere Usate l’AI per il brainstorming: vi sarà utilissimo scoprire quali siano (o non siano) i problemi. I post su LinkedIn scriveteli voi.
Il linguaggio ‘povero’
La cosa problematica non è che l’AI scriva per voi, ma che lo faccia con povertà di linguaggio (a meno che non le chiediate di impersonarsi nel vostro scrittore preferito). Possono, dunque, capitarvi brani dove vedreste volentieri un congiuntivo, ma c’è un indicativo; o testi in cui si ripete la parola cosa un po’ troppo spesso: “la chiave sono le cose…” “tra le cose più importanti”, e così via. Come risolvere Cosa vi diceva la maestra, alla scuola elementare? “Cosa” può essere sostituito da… un sacco di cose!