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Autodifesa femminile (e sicurezza sul lavoro) a 360°

Tempo di lettura: circa 7 minuti

FRANCESCO TESSONI RUDMANN, FOUNDER DI AUTODIFESA FEMMINILE E CONSULENZE AUTODIFESA, SPIEGA COME PREVENIRE LA VIOLENZA

Autodifesa femminile. Prevenire la violenza e il femminicidio con un corso di autodifesa personale

A 21 anni, convinto che i social avrebbero danneggiato le relazioni umane, ha deciso che non si sarebbe mai iscritto a Facebook o a Instagram. Oggi, Francesco Tessoni Rudmann è attivo su LinkedIn, ma usa la rete sociale per far conoscere i suoi progetti di formazione e consulenza nel campo dell’autodifesa femminile, della difesa personale e della sicurezza sul lavoro. Ambiti solo in apparenza diversi, in cui è ugualmente importante imparare a valutare il rischio di aggressioni e molestie e i fattori di pericolo per la propria incolumità. Perché agire ‘dopo’ è troppo tardi: la cultura della prevenzione, quando si parla di violenza sulle donne o comunque sulla persona, è tutto.

Prevenire la violenza, e gli incidenti sul lavoro, si può

«Dobbiamo intervenire prima che si compiano le violenze», spiega Francesco, un titolo di Istruttore di Arti Marziali riconosciuto UISP (è cintura nera di Kung-Fu) e una lunga esperienza da formatore, in ambito autodifesa, sul Decreto Legislativo 81/2008 | Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che ha sostituito la Legge 626/1994.

Il legame tra difesa personale, strategie antiviolenza e sicurezza nei luoghi di lavoro è stretto, se si pensa alle migliaia di vittime che, ogni anno, si contano in Italia per incidenti sul lavoro (secondo dati INAIL, 235.237 nel 2023) che avrebbero potuto essere evitati. Come potrebbero essere evitati molti drammatici episodi di violenza.

Consulenze Autodifesa: tolleranza zero verso ogni forma di violenza

Per diffondere la cultura della consapevolezza e della prevenzione del rischio in azienda e negli altri luoghi di lavoro – oltre che in enti e associazioni, scuole e università e tra tutti coloro, donne e uomini, che vogliono formarsi individualmente – Francesco Tessoni Rudmann ha fondato a Genova Consulenze Autodifesa: un hub di servizi nati per garantire il benessere e la sicurezza, attraverso il rispetto delle norme e l’autodifesa.

Tra questi, il “Corso Tolleranza Zero”, che combatte ogni forma di violenza sul posto di lavoro; il “Training Certificato RINA”, che sviluppa le competenze per riconoscere, prevenire e gestire violenze, molestie e situazioni di potenziale rischio, in ambito professionale e quotidiano; il “Travel Risk Management”, per imparare ad affrontare rischi ed emergenze legate ai viaggi.

Consulenze Autodifesa Femminile: il riferimento per la difesa personale delle donne

Nel 2024, Francesco Tessoni Rudmann ha fondato inoltre, insieme ad Alessia Secreto, Consulenze Autodifesa Femminile, spazio virtuale e reale dedicato alla prevenzione del rischio e alla sicurezza personale, in cui, attraverso seminari formativi e corsi pratici, le donne ricevono strumenti concreti e conoscenze utili per affrontare le situazioni pericolose con pieno controllo. Oggi, il sito https://autodifesafemminile.com/ è il più cliccato, in Italia, per la difesa personale delle donne.

Il progetto Consulenze Autodifesa Femminile, basato su un metodo multidisciplinare che unisce arti marziali, psicologia e diritto («Già 15 anni fa parlavamo di autodifesa femminile con magistrati, avvocati, consulenti», dice Tessoni Rudmann) è oggi un importante punto di riferimento, in Italia, per la difesa personale femminile. Il team di Tessoni Rudmann non si limita a insegnare le mosse migliori per affrontare un aggressore, ma promuove un approccio innovativo, che pone al centro la consapevolezza, l’autonomia e il rispetto. Quel che conta è cambiare il mindset.

L’autodifesa femminile? Un cambio di mentalità

«Si pensa che l’autodifesa sia combattimento; invece, è un cambio di mentalità», ha spiegato Francesco Tessoni Rudmann all’evento L’autodifesa femminile in azienda, uno degli incontri del ciclo “La gentilezza come forza” di Zirrafa per la comunicazione gentile. «Frequentando un corso di autodifesa femminile si acquisisce una nuova ‘postura mentale’. L’obiettivo è sostituire, alla narrazione stereotipata inerente l’autodifesa, in particolare femminile (oggi associata solo al restituire violenza alla violenza), il potere della formazione e della prevenzione. Non bisogna agire quando è ormai troppo tardi.»

Uno degli aspetti più significativi del cambio di atteggiamento mentale prodotto da un corso di autodifesa femminile è il comprendere che, quando si subisce una violenza, non c’è mai colpa. «La stampa vende informazioni. Quando racconta della vittima di una violenza, per vendere più copie, per attrarre più clic, pubblica una foto tratta da un social, in cui la ragazza è vestita in maniera attraente. Un’immagine così sposta l’attenzione sulla colpa: se l’è andata a cercare. Un corso di autodifesa insegna a non sentirsi in colpa, ma ad avvertire il pericolo

Come difendersi da un’aggressione

Cosa può fare una donna che si imbatta in un aggressore, considerato che, se lo affrontasse fisicamente, sarebbe improbabile riuscire ad avere la meglio? Le donne, spiega Tessoni Rudmann, hanno un unico vantaggio. «Immaginiamo lo scenario di un’aggressione. Una vittima maschile (che può comunque subire danni fisici non indifferenti), ha la possibilità di tentare la fuga. Una femminile, più difficilmente. Ma qual è il vantaggio che ha una donna aggredita? Vale sempre, per tutte: l’aggressore la sottovaluta. Mostra spavalderia. È in questo spazio si può inserire la difesa.»

Per mettere in fuga l’aggressore, uno spray al peperoncino può aiutare. «Se avessimo tutti uno spray al peperoncino (acquistabile legalmente se conforme alle normative italiane), ci salveremmo molto di più.» dice il fondatore di Consulenze Autodifesa. «Oggi lo spray è evoluto: spara solo in avanti e marchia l’aggressore. Tenerlo in borsa non serve: l’unico modo sicuro è in mano, con il dito pronto a premere il pulsante, perché non si ha il tempo di togliere la sicura.» Ogni donna, suggerisce Francesco Tessoni Rudmann, dovrebbe portare con sé, nelle situazioni a rischio, tre strumenti: uno spray al peperoncino, un dissuasore acustico e uno smartphone dotato dell’app del 112 [“112 Where Are U“, ndr].»

Tra violenza domestica e femminicidio, i dati

L’aggressore, però, non sempre è in strada. Come ben sanno le donne, «La più alta percentuale di violenze avviene tra le mura di casa, in forma reiterata. E spesso si arriva al femminicidio. Su 500 persone uccise ogni anno, nel 25% dei casi si tratta di donne; ma quel 75% di uomini viene ucciso dalla criminalità, o per regolamenti di conti. C’è poi un numero il cui minimo non scende mai: 1200 persone muoiono ogni anno sul lavoro.»

«La sicurezza si nota quando viene a mancare», continua Francesco Tessoni Rudmann. «L’addetto alla sicurezza, nei luoghi di lavoro, opera in silenzio. Nella mia attività con Consulenze Autodifesa, ho cercato di unire il concetto di sicurezza sul lavoro con quello di autodifesa, non più solo al femminile.» Resta il fatto che, almeno in casa e nei luoghi di lavoro, a subire il maggior numero di abusi (in termini di violenza verbale, domestica, psicologica, sessuale, digitale…) siano le donne.

La violenza può avere qualsiasi definizione, ma è sempre qualcosa che sottrae la libertà di scelta. Francesco Tessoni Rudmann

Il corso di autodifesa femminile

Si può scegliere, allora, da che parte stare. E prendere l’iniziativa, anche se si è uomini, di partecipare a un corso di autodifesa femminile. «Gli uomini sono presenti ai corsi di formazione di Consulenze Autodifesa Femminile. Sono padri, mariti, impiegati aziendali. A proposito: oggi, in azienda, esiste la certificazione della parità di genere [un intervento del PNRR a titolarità del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ndr]. Perché è solo da poco che si è rivolta l’attenzione verso questo tipo di rischio sul lavoro?»

«Nel mondo aziendale c’è ancora resistenza», conclude Tessoni Rudmann. «Soprattutto verso l’ammissione del rischio interno. Oggi un certo tipo di molestia è finalmente considerato un reato, ma ciò dovrebbe esistere da sempre. Quando siamo tentati dalla battuta goliardica verso una donna, pensiamo: e se fosse nostra moglie o nostra figlia?

Per informazioni

Autodifesa Femminile https://autodifesafemminile.com/
Consulenze Autodifesa https://consulenzeautodifesa.com/
Francesco Tessoni Rudmann https://www.linkedin.com/in/francesco-tessoni-rudmann-803463301/
Alessia Secreto https://www.linkedin.com/in/alessia-secreto-668522114/

Foto di Tumisu da Pixabay