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Childfree | Donne senza figli

DONNE FELICI, SENZA FIGLI. IL PENSIERO CHILDFREE

Donne senza figli

A una giornalista, che le chiedeva: “È possibile che Lei scriva libri perché non ha figli?”, la scrittrice Simone de Beauvoir rispose: “È possibile che lei faccia dei figli perché non scrive libri?” Il movimento childfree o kidfree (o, con una definizione più ‘morbida’, voluntary childlessness, mancanza di figli voluta) ha preso piede da anni: le donne disposte a rinunciare alla maternità in favore della carriera, di una vita più libera, di più tempo per i propri interessi – insomma, volontariamente – sono ormai tante. Eppure, c’è ancora chi, quando conosce una donna, per prima cosa le domanda se ha figli; e alla risposta negativa cambia argomento con imbarazzo, o chiede: “Non ne sono venuti?” Se condividi il pensiero childfree, ecco alcune risorse per te.

Libri per ‘cattive mamme’ e donne childfree

Ayelet Waldman, Bad Mother: A Chronicle of Maternal Crimes, Minor Calamities, and Occasional Moments of Grace, Doubleday, 2009

Un libro che espone, in prima persona, una tesi coraggiosa: si può amare il proprio marito anche più dei propri (quattro) figli. L’autrice, moglie innamoratissima di uno scrittore, sostiene che le madri perfette siano un mito degli anni Cinquanta e non rinuncia alla sua intimità, anche a costo di ‘sacrificare’ i ragazzi (che però la considerano una mamma a posto: c’è di peggio!).

Stephanie Calman, Confessioni di una mamma imbranata, Kowalsky, 2006

Non tutte le mamme sono ‘da pubblicità’: la maggior parte, inclusa l’autrice (che racconta la sua esperienza), si arrangiano allevando i figli tra cibi spazzatura, tv e stanchezza.

Io non ho mai avuto bambini anche per questo motivo: so che queste piccole centrali di stress sono confinate nel mio ambito lavorativo e non invadono invece la mia vita domestica. E di questo ne sono lieta.

Rosalba Santoro, Contro i bambini, “La Cultura” n° 1238, Il Saggiatore, Milano, 2019, pp. 114

Maestra dolce, paziente e apprezzata per tutta la vita, Rosalba Santoro, una volta scomparsa, ha lasciato ai posteri le sue memorie, che testimoniano come, pur amando il suo lavoro, dei bambini avrebbe fatto volentieri a meno. “Io non ho mai avuto bambini anche per questo motivo: so che queste piccole centrali di stress sono confinate nel mio ambito lavorativo e non invadono invece la mia vita domestica. E di questo ne sono lieta”.

Susie Reinhardt, Donne senza figli, “Pratica” n. 217, TEA, 2004, pp. 218

Sulle donne che scelgono di non avere figli gravano ancora innumerevoli pregiudizi: non sanno trovare un compagno, fuggono le responsabilità, sono egoiste, non sopportano i bambini. In questo libro, l’autrice li confuta. Essere kidfree può anche costituire una scelta ragionata.

Kaye D. Walters, Kidfree & Lovin’ It! – Whether by Choice, Chance or Circumstance, 2013, pp. 324

Dopo aver intervistato via Internet più di 3900 “non-genitori” in 54 Paesi, la californiana Kaye Walters – fortemente convinta che l’essere kidfree sia un vero e proprio state of mind – pubblica i risultati di quella che è forse la prima ricerca statistica sui childfree nel mondo. Il volume include centinaia di citazioni di persone comuni, ma anche quelle di celebrities… A chi le scrive direttamente, Kaye invia dagli USA una copia firmata dall’autrice, con lo sconto del 30% + spese di spedizione).

Letizia Muratori, La casa madre, Adelphi, 2008, pp. 114

L’autrice, che ha scelto di non diventare madre, attraverso il paragone bambola-prole ci consegna la sua idea delle madri d’oggi: donne-bambine inconsapevoli, come la piccola protagonista del primo racconto.

Marilde Trinchero, La solitudine delle madri, Magi Edizioni, 2008, pp. 152

Un libro che racconta con sincerità tutto ciò che non si osa dire sull’essere madri: un’esperienza fatta di gioie profonde, ma anche di rabbia, rinunce, delusioni, solitudine. E c’è anche un blog.

Élisabeth Badinter, Le conflit. La femme et la mère, Flammarion, 2010

In questo saggio la Badinter – nome noto del femminismo – cerca di difendere le donne dal ‘mito’ della maternità: essere madri perfette, spiega, è impossibile. E il bambino è il “miglior alleato della dominazione maschile”.

Elena Stancanelli, Carola Susani, Mamma o non mamma?, Feltrinelli, 2009

Carola ed Elena (la prima mamma felice, la seconda childfree convinta) sono scrittrici ed amiche. Con questo libro, ci illustrano due punti di vista diversi sulla femminilità e sulla maternità, senza dare niente per scontato.

Corinne Maier, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli, Bompiani, 2008

La psicoanalista Maier ha 2 figli e perciò, a ragion veduta, può sfatare i falsi miti della maternità. Che non è tutta rosa e fiori: i sacrifici sono anzi molti, a cominciare dalla perdita della libertà.

Valeria Arnaldi, Non chiamatemi mamma. Senza figli e senza sensi di colpa, “Strong Her”, Iacobelli, 2018, pp. 124

E se non mettere al mondo dei figli fosse una scelta consapevole e… felice? Nonostante la nostra società continui a creare sensi di colpa a chi sceglie di non diventare mamma, affermare la propria ‘indipendenza’ dai condizionamenti si può. E l’Autrice insegna a farlo, offrendo spunti per lavorare sui propri desideri e diritti.

L’ARTICOLO | Senza figli per scelta [PDF]
Antonella Fimiani, su “Leggendaria” n° 130 di luglio 2018, a p. 54, recensisce Non chiamatemi mamma e parla dell’universo childfree.

Paola Leonardi, Ferdinanda Vigliani, Perché non abbiamo avuto figli. Donne “speciali” si raccontano. “Le Comete”, Franco Angeli, pp. 224, 2009

Domandare “perché non sei madre?” è facile. Non altrettanto facile rispondere. Le autrici del libro ci provano, intervistando 13 donne famose, disposte a raccontare la loro esperienza.

L’ARTICOLO | Ecco la generazione “no-figli” | 28 agosto 2006
di Stephan Theil ©Newsweek-Repubblica (traduz. di Antonella Cesarini).
[…] Avere figli non è più un dato scontato: «Mai come ora, presso molte società, quella di non avere figli è una legittima opzione, per uomini e donne», dice Catherine Hakim, London School of Economics. Con un rapido cambiamento che tocca paesi tanto diversi tra loro come la Svizzera e Singapore, il Canada e la Corea del Sud, i giovani tendono a protrarre l’età adulta senza avere figli, posponendo il loro arrivo fin dopo i quaranta.
Gran parte di loro finisce col non averne affatto. La scelta di non avere figli, in Germania, riguarda il 30% delle donne con un’istruzione universitaria ed è in rapido aumento tra gli uomini. In Gran Bretagna, negli ultimi vent’anni, il numero delle donne senza figli è raddoppiato. In Giappone, dove il tasso di natalità s’attesta a 1,25 bambini per donna, la percentuale record del 56% delle donne sui 30 anni è ancora senza prole (nel 1985 era il 24%). «Il futuro del Giappone sarà determinato dalla scelta di queste donne di diventare madri o no», dice Miho Iwasawa dell’Istituto nazionale per la ricerca sulla popolazione.
La tendenza ha generato una nuova cultura del non avere figli. In Gran Bretagna, sta crescendo il mercato di libri come “Child-Free and Loving It” (“Felici Senza Figli”), che la giornalista Nicki Defago spiega di aver scritto «per far sì che le donne che decidono di non fare bambini sappiano che i loro sentimenti sono perfettamente normali». Per loro nascono gruppi di supporto, come quello con sede a Vancouver “No Kidding!”, all’inglese “Childfree Association”.
Facendo tesoro della condizione sempre più frequente di sostituti dei bambini che i cani assumono tra i giovani giapponesi, la Honda progetta auto che al posto del sedile porta-bambini prevedono un cestino per cani.
Con la loro maggiore capacità di spendere, il popolo dei senza figli sta facendo salire i prezzi di aree come Manhattan e il centro di Londra; uno studio britannico ha dimostrato che il valore di una casa scende del 5% se i vicini hanno figli adolescenti. Anche gli alberghi stanno venendo incontro a questo tipo di clientela; in Italia, il resort “La Veduta” promette: “La vostra vacanza in Toscana non sarà disturbata dagli schiamazzi dei bambini”. A Roma, alcuni ristoranti si presentano come “club”, i cui membri devono avere più di 18 anni, mettendo in chiaro che i bambini non sono benvenuti. […]

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