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Vuoi diventare un imprenditore di successo?

Tempo di lettura: circa 5 minuti

CONSIGLI DI BUSINESS DA UN IMPRENDITORE

Come diventare un imprenditore di successo

Hai in mente di creare una tua azienda e diventare un imprenditore di successo? Sogni di avviare un business solido, che ti porti un reddito anche quando non ci lavori in prima persona? Se ti stai per lanciare nel mondo dell’imprenditoria, è bene essere ben preparata/o su ciò che ti aspetta e pronta/o ad affrontare imprevisti e difficoltà, ma anche a gestire i risultati inaspettati.

Un piccolo aiuto ti può venire da un manuale come Rendite da aziende. Come progettare imprese che producono redditi automatici senza la tua presenza: automatizzare la tua azienda per creare una rendita passiva e aumentare il fatturato, scritto da un imprenditore di successo: Giacomo Bruno.

Imprenditori non si nasce, ma puoi diventarlo

La maggior parte delle persone che apre un’azienda ha passione, competenza ed esperienza… nella sua attività. Non nel ramo imprenditoriale. Il che, per Bruno, porta alla fine di moltissime aziende entro alcuni anni. Niente paura: imprenditori si può diventare, imparando dai propri errori e formandosi con libri, corsi, l’aiuto di mentori e l’esempio dei migliori. Con l’esperienza si capisce, in primo luogo, che un vero imprenditore non fa tutto da sé: si circonda di uno staff di persone capaci e delega alcune parti del lavoro. E poi, investe sull’azienda, controllando che tutto possa funzionare al meglio.

Il manuale operativo della tua azienda

Citando Michael E. Gerber, Bruno spiega che ogni azienda dovrebbe possedere un vero e proprio manuale operativo: un insieme di procedure scritte, chiare ed esaustive, che illustrino ai dipendenti come agire, a seconda della loro mansione. Proprio come avviene nel franchising, in cui l’affiliante, per permettere agli affiliati di operare secondo gli standard aziendali, fornisce tutte le istruzioni in forma scritta. La stesura del manuale può essere delegata a esperti esterni; i testi vanno periodicamente aggiornati. I vantaggi sono numerosi: formare facilmente i nuovi dipendenti, dare un punto di riferimento utile in assenza del capo, ridurre gli errori.

Organigramma chiaro. KPI. Unicità del comando

Grazie al manuale operativo, ciascuno conosce i suoi compiti. Ciò corrisponde a un organigramma dai ruoli chiari e ben definiti: il direttore generale, il direttore marketing, gli assistenti, l’amministrazione… Se qualcuno si trova a ricoprire più funzioni, l’importante è che siano chiaramente precisate. Il plus? Bruno suggerisce di assegnare a ciascun ruolo dei KPI (Key Performance Indicators) da raggiungere: indicatori di performance oggettivi con cui monitorare, anche a distanza, l’andamento dell’azienda. E sottolinea l’importanza dell’unicità del comando: ciascuno sa quale è la persona a cui deve rendere conto, ed è una sola.

Condividi la mission aziendale

Una delle convinzioni fondamentali, comune a tutti i venditori di successo, è quella di essere certi di vendere il miglior prodotto possibile. Se pensi che il tuo prodotto sia il migliore, in qualche modo trasmetterai questa convinzione al cliente. (Giacomo Bruno)

Il successo di un’azienda si basa sulla dedizione dei suoi dipendenti. Far condividere loro la missione aziendale e allinearli ai valori del gruppo è dunque fondamentale per motivarli a raggiungere gli obiettivi in autonomia: tutti devono andare nella stessa direzione, convinti di ciò che stanno facendo. Un buon imprenditore parla con i suoi collaboratori, si informa delle loro attitudini e capacità, dà loro l’esempio; nel contempo si preoccupa che il lavoro dello staff non venga disturbato da problemi ambientali, tecnologici, logistici, comportamentali, affinché ciascuno possa lavorare al meglio. Solo così l’azienda ‘camminerà’ da sola.

Diversifica gli investimenti

Un vero imprenditore non guarda se un affare gli piace o meno, ma verifica il livello di redditività e di ritorno sull’investimento. (Giacomo Bruno)

Di fronte alla proposta di lanciarsi in un nuovo settore, al quale non si aveva mai pensato, a volte si esita. Ma un vero l’imprenditore non è legato a un particolare tipo di attività: se vede delle potenzialità in un’impresa, può decidere di cogliere nuove opportunità. Legare un brand a una sola attività, e alla figura del suo fondatore, non è mai un vantaggio: meglio diversificare investendo in vari settori, come ha fatto Virgin (passata dai dischi alla radio, agli aerei, alle bevande, alle palestre, fino ai viaggi nello Spazio).

Trova la tua nicchia. E sii il migliore

In che settore creare il proprio business? In quello meno affollato, dove poter ricavarsi una ‘nicchia’ che distingua l’azienda e la faccia ricordare. In questa nicchia bisogna diventare i più esperti. I più specializzati. Quelli che offrono di più. Quelli il cui nome (anch’esso originale, possibilmente unico e accattivante) viene subito associato dai clienti a un prodotto, come quando si nomina Polaroid.

Non solo: il brand deve riconoscersi in una parola chiave, una keyword – meglio se nuova ed esclusiva – che lo posizioni sul mercato (si pensi a Kleenex, che è diventata sinonimo di fazzolettino di carta). L’originalità, è il caso di dire, paga. E se hai intenzione di espanderti in un altro settore? Non modificare la tua nicchia, ma creane un’altra, con un altro marchio, in modo da non avere prodotti molto diversi sotto un unico brand.

Autorevolezza: il passaporto per il successo

Stai creando un’azienda: devi convincere i potenziali utenti che il tuo prodotto o servizio sia valido, e che l’azienda stessa abbia credibilità. Solo così i clienti potranno scegliere, nel mare magnum di proposte, proprio le tue. Devi dimostrare che la tua impresa sia una delle migliori nel suo campo, se non la migliore. Come farlo? La parola chiave è visibilità. Per Giacomo Bruno, far apparire il nome del brand in articoli su Internet, e-book e blog di settore è una parte del lavoro: l’altra sarà farsi conoscere attraverso strumenti offline.