Menu Chiudi

Viaggio a Stoccolma. 3 giorni da svedese

Tempo di lettura: circa 6 minuti

IL VIAGGIO A STOCCOLMA DI FIAMMETTA 🙂

Articolo di Fiammetta Scalfati

Viaggio a Stoccolma

Come arrivare

In aereo con voli diretti di SAS, Ryanair, Norwegian.  È possibile arrivare in Svezia anche in auto, utilizzando il servizio di traghetto dalla Germania, dalla Danimarca, dalla Polonia, oppure percorrendo il Ponte di Øresund che, in 16 km (7,8 di ponte, più un’isola artificiale e un tunnel sottomarino), collega Copenaghen a Malmö. Si può giungere a Stoccolma anche in autobus, con Flixbus, o in treno.

Documenti

Per un viaggio in Svezia occorre la carta d’identità valida per l’espatrio.

Lingua

Svedese, ma tutti parlano inglese.

In valigia

Se avete programmato un viaggio a Stoccolma in inverno assicuratevi di portare sciarpa, guanti e cappello e un paio di scarpe con la suola doppia e antiscivolo. L’ombrello potrebbe essere utile, ma gli svedesi lo usano solo in caso di diluvio. In estate portate anche una felpa e una giacca impermeabile.

Curiosità

Si cena molto presto. Molti ristoranti chiudono la cucina già alle 21:30. Attenzione a non rimanere a digiuno. Se vi invitano a una festa e vi dicono di portare da bere, la bottiglia che comprate è solo per voi. Nessuno vi offrirà da bere né si aspetterà che offriate voi. Il fine settimana è perfettamente accettabile ubriacarsi, ma se bevete un bicchiere di vino a pranzo durante un giorno lavorativo, sarete bollati come alcolizzati.

IL MIO SECONDO VIAGGIO A STOCCOLMA

Che emozione tornare nella Venezia del Nord! Comincio a fare la turista già all’aeroporto. La mia amica Livia, che vive qui, mi ha consigliato di passare subito a vedere la pietra runica dell’XI secolo esposta nel Terminal 2.

Quando arrivo all’uscita, mi suggerisce il metodo più economico per arrivare in città: autobus 583 o 579 fino alla stazione di Märsta e poi trenino regionale fino alla stazione centrale, il tutto al prezzo di un biglietto singolo. Ho già scaricato l’app del servizio pubblico cittadino, SL, e mi basta blippare il telefonino sul dispositivo accanto all’autista per dimostrare di aver pagato. Dopo quindici minuti siamo sul treno che ci porterà in centro e io ne approfitto per caricare il telefono in una delle prese apposite.

LA CITTÀ VECCHIA

Arrivata in stazione, voglio lanciarmi subito alla riscoperta della città e lascio il trolley in un armadietto della stazione. Il pagamento con la carta di credito è semplice e veloce. Gli armadietti però non sono sorvegliati e Livia mi consiglia di non lasciare in deposito niente di valore. Stoccolma purtroppo non è sicura come una volta.

Durante la passeggiata verso Gamla Stan, la città vecchia, assistiamo per caso al cambio della guardia davanti al Palazzo Reale. Incredibile pensare che un Paese così democratico e avanzato sia una monarchia. Arrivate a Stortorget rivedo con gioia le casette colorate che mi erano tanto piaciute durante il mio primo viaggio, ma scopro anche nuovi tesori: la cattedrale con la magnifica statua di San Giorgio e il drago, il vicolo più stretto di Stoccolma, largo solo 90 centimetri, la casa dove ha abitato Cartesio e un’altra splendida pietra runica che decora l’incrocio tra due stradine.

Durante ogni viaggio a Stoccolma, obbligatoria la fermata in una pasticceria per gustare la tipica torta ai mirtilli accompagnata da crema di vaniglia e caffè svedese, che si beve rigorosamente senza zucchero. Io lo trovo un po’ amaro, ma Livia mi ha assicurato che quando ti ci abitui non c’è niente di meglio, soprattutto nei freddi inverni svedesi.

STOCCOLMA COME NON L’AVEVO MAI VISTA

Secondo giorno nella capitale scandinava. La mia amica mi porta nella zona sud di Stoccolma, quella più modaiola e trendy. Immagino che visiteremo le tante gallerie d’arte che popolano il quartiere, invece mi ritrovo su un kayak! “Pagaiare e non protestare”, mi dice Livia, che ha interpretato esattamente l’espressione del mio viso. Un po’ recalcitrante comincio a seguirla lungo la costa dell’isola di Långholmen e dopo pochi minuti mi torna il buonumore.

Costeggiamo boschetti, scogli e angoli nascosti. Mi trovo in una città di più di un milione di abitanti, ma sembra di essere in vacanza al lago. Ci fermiamo in una spiaggetta e scopro che la mia compagna di avventure ha portato tutto l’occorrente per un picnic e c’è un costume da bagno anche per me. L’acqua è gelida, ma riesco a fare un rapido tuffo e ritorno sulla spiaggia carica di energia. Dopo esserci asciugate ci rimettiamo in navigazione e spuntiamo dall’altra parte dell’isola dove ci attende il panorama mozzafiato del Municipio di Stoccolma, dove ogni anno si tiene la premiazione dei Nobel.

Restituiti i kayak abbiamo ancora tutto il pomeriggio libero e ci dirigiamo in metropolitana al Museo Nazionale. Non facciamo il biglietto perché l’ingresso per l’esposizione permanente è gratuito e ci troviamo catapultate tra quadri di Rembrandt, Goya, Gentileschi e Renoir senza spendere una lira. Alla fine, però, investiamo in un caffè nel bellissimo cortile del museo decorato con statue dell’Ottocento. Questa volta assaggio una Tosca, ovvero un tortino di pasta frolla coperto di pasta di mandorle e scaglie di frutta secca. È un dolcetto tipicamente svedese, anche se il nome è un omaggio all’opera di Puccini.

ULTIMO GIORNO DI VIAGGIO A STOCCOLMA

Oggi Livia mi propone mete classiche: il museo Wasa, dov’è custodita una nave naufragata nel 1550 e perfettamente conservata, oppure lo Skansen, il famoso museo all’aperto dove si trovano esposti tutti gli esempi di architettura svedese attraverso i secoli. Ma io decido per qualcosa che non ho visto durante il primo viaggio, perché ancora non esisteva: il museo degli ABBA.

Ci arriviamo via mare, prendendo un traghetto che è incluso nel biglietto della metropolitana. Varcata la soglia, ci accorgiamo che non è una semplice esposizione di costumi di scena, ricordi e curiosità, ma un’esperienza interattiva dove chi vuole può cantare e ballare insieme alla versione virtuale dei quattro famosi artisti. L’ultima parte della visita è dedicata alla musica svedese ed è possibile ascoltare decenni di successi svedesi internazionali. Incredibile che un paese così piccolo abbia dato un contributo così fondamentale alla musica di tutto il mondo.

Prima di tornare a casa, facciamo una passeggiata nel parco di Kungsträdsgården, dove ho la fortuna di trovare i ciliegi in fiore. Cammino incantata tra due file di alberi. È un’apoteosi di petali rosa che ricorderò sicuramente come uno dei momenti più belli del mio viaggio a Stoccolma. Non faccio neanche una foto, sono troppo impegnata a imprimere questa immagine nella memoria. Mi riprometto di tornare a rivedere questi ciliegi, a nuotare in queste acque gelide e a bere questo caffè, che finalmente mi sembra ottimo.

Fiammetta

Foto di brightfreak da Pixabay